Manuale pratico DTT

TV digitale terrestre
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  • IL LIBRO

    Davide Turi, Roberto Borroni
    La tv digitale terrestre
    manuale per il professionista della televisione
    Franco Angeli Editore
    224 pagine
    seconda edizione 2009 aggiornata ed ampliata
    Compralo subito on line

       La televisione digitale terrestre e' il manuale pratico per lavorare con competenza nel sistema televisivo dello switch-off.
    E' sintetico, diretto e strutturato in oltre cento domande autoconclusive, collegate fra loro da continui rimandi e raccolte in pagine da leggere come un libro o da consultare come un'enciclopedia.


  • I COMMENTI DI CHI LO HA LETTO

    La prima edizione di questo manuale offriva una guida tecnologica e operativa alla nuova tecnologia, che usciva dalla sua fase di incubazione (tecnica, legislativa, industriale) per muovere i primi passi. Oggi, che siamo nella fase dell’attuazione, della costruzione della nuova offerta e del nuovo pubblico, questo manuale resta uno strumento fondamentale per navigare un processo in atto e in rapido svolgimento.
    Andrea Ambrogetti, Presidente del DGTVi

    La seconda edizione aggiornata del libro “La TV digitale terrestre – Manuale per il professionista della televisione” è un ottimo strumento per apprendere tutti i temi che accompagnano il processo di adozione della TV digitale terrestre in Italia. Un volume per formare professionisti competenti, o per i normali telespettatori che sono interessati a capirne di più.
    Antoniogenna.net blog

    E' un libro fondamentale, che ho letto riletto e sottolineato e che uso quotidianamente sul lavoro.
    Un esempio: Lunedì mattina, terza telefonata, 100 domanda\proposta a cui non so rispondere o non so valutare: Vi va bene una banda di 2 mega? Il posizionamento su LCN si basa anche sul GPS …faremo il possibile… dobbiamo stabilire il sistema di criptaggio della CAM…..ma tu sai come si selezionano i canali sul DTT? Abbiamo problemi di sincronizzazione delle frequenze… Che fare? Attaccarsi a internet spulciando fra mille pagine visualizzate digitando CAM? Oppure aprire il manuale pratico alla domanda 61 - Cos’è un conditional access Mobile (CAM)?
    Anonimo professional


    "Io ho studiato anche da questo libro... si capiscono meglio le cose... e comunque è fatto in modo semplice... 100 domande sul dtt e 100 risposte! Io mi sono trovato benissimo e ho preso un bel 28! :D"
    Un utente di forum studenti scienze della comunicazione

    Un "ottimo strumento di settore".
    Libero del 02 gennaio 2008.

    "Gli approfondimenti coinvolgono tutto il dominio dei segnali digitali, e mi si sono chiariti diversi aspetti che, nonostante non mi perda nessuna rivista di settore, mi erano ancora parzialmente oscuri.[...] In conclusione, veramente bello, non dovrebbe mancare nella libreria di ciascun partecipante a questo forum".
    Un utente di digital-forum

    "Un pezzo importante di letteratura del settore del quale si sentiva veramente bisogno. Quando l’ho chiuso il pensiero è stato: ci fosse stato 4 anni fa! Io credo che tutti gli operatori del settore dovrebbero regalarsi per 18 euro questo piccolo libro per il prossimo Natale, forse prenderemo tutti delle scelte un po più consapevoli".
    tommaso.tessarolo.it

    "Quella dello switch-off della televisione analogica e' soprattutto una sfida culturale, una nuova dimensione del mezzo televisivo; un manuale che raccolga tutte le tematiche tecnologiche ed operative della tv digitale terrestre è uno strumento che il DGTVi considera utile per accompagnare il sistema televisivo italiano all'appuntamento dello switch-off".
    Piero De Chiara, già Presidente DGTVi.

    Recensione di Bibliotech di Key4biz.it

    Recensione di Libertà di stampa, diritto all'informazione

    Recensione di Monitor Radio-tv

    Recensione di Key4Biz
  •    

A partire dal 3 aprile 2010 la Spagna vede la tv esclusivamente attraverso il digitale terrestre ed ha acquisito il primato di prima nazione all digital tra i grandi Paesi europei a prevalente ricezione televisiva via rete terrestre. Nel complesso, il passaggio alla TV digitale ha coinvolto circa 44,7 milioni di individui in circa 8.100 comuni, per oltre 32 milioni  di apparecchi televisivi sostituiti o adattati al digitale.

La parte finale dello spegnimento delle trasmissioni televisive analogiche si è svolta da 10 marzo al 2 aprile. In quella che era la terza e ultima fase del Plan Nacional de Transición sono stati coinvolti un totale di 31 milioni di individui (il 70% circa della popolazione spagnola) in oltre 4.100 comuni, incluse le principali città, tra cui Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia.
Se al settembre 2007 la diffusione del digitale terrestre era di poco superiore al 20% delle famiglie e la quota di ascolto era ferma all’8%, a inizio marzo 2010 la copertura del segnale si attestava oltre il 98% della popolazione, il livello di conoscenza del DTT e dello switch-off era al 99%, mentre la penetrazione della piattaforma era ormai prossima al 90% delle famiglie. A febbraio, inoltre, il giudizio complessivo sul DTT era di 6,9 punti su 10 (in crescita rispetto al 6,6 del novembre 2009) e l’80,8% degli individui considerava buona o molto buona l’informazione ricevuta sullo switch-off (il 78% a novembre 2009). Infine, l’82% degli utenti del DTT consideravano facili o molto facili le operazioni per adattare al DTT le proprie abitazioni, contro il 10,4% che le ritenevano difficili o molto difficili.

Sulla base di questi dati incoraggianti, la fase finale del processo si è conclusa positivamente con un livello di criticità nel complesso limitato. Le campagne di informazione e di comunicazione e le azioni di assistenza, in particolare il call center del Ministero de Industria, Comercio y Turismo hanno dato il loro contributo. Il call center ha ricevuto dal giugno 2009 allo switch-off un totale di circa 300 mila chiamate, di cui circa 72 mila nella sola settimana precedente lo switch-off definitivo (26 marzo - 3 aprile).
Nelle due settimane successive il numero delle chiamate è però sceso rapidamente, a circa 20 mila. Secondo il Ministero, solo il 4% circa delle chiamate ricevute nel periodo 30 marzo – 12 aprile erano relative a problemi di ricezione del segnale, l’8% a problemi con l’installazione dei ricevitori.  Inoltre, secondo quanto riferito dal Ministero, sono state installate circa 14 mila parabole satellitari in abitazioni non raggiunte dal segnale terrestre, condizione che riguarda complessivamente circa 700 mila individui in tutta la Spagna (l’1,5% c.a. della popolazione).

Sul versante degli ascolti, nel primo mese all digital (aprile), l’audience share della piattaforma DTT è salita al 78,1%, con un incremento di quasi 10 punti percentuali rispetto a marzo, + 25 punti dall’inizio dell’anno. La crescita è stata particolarmente sostenuta, considerando che solo un anno fa, a marzo 2009, il digitale terrestre generava una quota di ascolto del 27,3%, poco più della metà della TV analogica terrestre (51,8%), ormai definitivamente spenta.

Vedi l’articolo completo su Key4Biz

davide turi | June 7, 2010 | statistiche, dtt
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dgtvi.jpg Si è conclusa anche la seconda e ultima giornata della Quinta Conferenza Nazionale della TV digitale terrestre organizzata dall’associazione DGTVi al Teatro Dal Verme di Milano.

Al termine delle due giornate emerge la complessità del contesto nel quale la televisione digitale terrestre si trova ad operare, costituito da un’intricata interdipendenza fra normativa italiana ed europea, da un’accesa concorrenza fra operatori nazionali terrestri e satellitari, e dalla necessità di individuare un nuovo spazio identitario ed economico per le tv locali. Non è un quadro semplice.

Nel corso della mattinata si sono succeduti sul palco Stefano Mannoni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il Presidente del DGTVi Andrea Ambrogetti, i top manager dei broadcaster Paolo Garimberti (RAI), Fedele Confalonieri (Mediaset), Maurizio Giunco (FRT), Marco Rossignoli (AER Anti Corallo) e Tarak Ben Ammar. Ha concluso la giornata il Viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani.

Le principali novità della seconda giornata sono state:

  •  E’ stata presa in seria considerazione l’ipotesi di anticipare lo switch off al 2011. Lo ha chiesto esplicitamente Ambrogetti del DGTVi e Romani ha risposto di aver avviato una consultazioni con le regioni interessate dal calendario del 2012 per valutare insieme le possibilità di un anticipo.
  • Rai potrebbe pensare ad una sua pay tv. Ma questo suona più come gossip che come intenzione. “La pay tv per la Rai non è una bestemmia - ha detto Garimberti - ci dobbiamo pensare, per essere competitivi a 360 gradi“. Confalonieri non ci ha pensato due volte a rispondere che “visto che si paga il canone, la Rai è già un po’ una pay tv“.
  • Contro SKY sul digitale terrestre c’è un fronte comune esplicitamente contrario. Le posizioni si sono finalmente scoperte (è questa la novità). Ambrogetti ha apertamente dichiarato che “non saranno tollerati regali, nè in terra nè in cielo“,  aggiungendo che “adesso che il duro lavoro è stato fatto, adesso che l’Italia è digitale, che nessuno si illuda di presentarsi pretendendo di accedere a questo sistema e di godere, per di più gratis, dei benefici che altri, con investimenti ingenti e per lunghi anni, hanno costruito”. Giunco ha addirittura dichiarato di preferire un duopolio piuttosto che un tripolio o più perché la vera alternativa a Rai e Mediaset sono le locali che garantiscono il pluralismo dell’informazione in un sistema che si è costruito da 35 anni.
    Insomma SKY è una seria minaccia: lo è per i grandi operatori nazionali terrestri e per le tv locali, che insieme la temono per la massa critica di contenuti acquistati a livello mondiale. Questi, una volta sbarcati sul fragile contesto terrestre, potrebbero scardinare definitivamente il sistema insieme alla potenza economica di un gruppo multinazionale. Non ultimo il tema dell’LCN, con Cielo che reclama il numero 10 del telecomando, forte di uno sforzo promozionale intensivo con il quale lo sta occupando di fatto e che, nell’attesa di una regolamentazione in materia, le tv locali e regionali non possono certamente contrastare.

Qualche dato contenuto nella relazione di Ambrogetti: da gennaio 2009 a oggi sono stati venduti oltre 18 milioni di ricevitori digitali terrestri: in poco più di un anno la diffusione in Italia di decoder e tv integrati è aumentata più del 200%. In un solo anno si sono diffusi più ricevitori che in tutti e cinque gli anni precedenti sommati insieme. Frutto della politica di switch-off a macchia di leopardo. “Un anno fa - ha dichiarato Ambrogetti - erano 8 milioni le famiglie con digitale terrestre, ora sono oltre 16 milioni: un aumento del 100%. All’inizio dell’anno scorso le famiglie interamente digitalizzate erano un milione 700 mila e cioè la popolazione residente in Sardegna”.
Per quanto riguarda gli ascolti, a gennaio dello scorso anno si era al 5% e oggi si è superato il 35%. Un aumento del 700%.

Puoi leggere una completa e dettagliata cronaca della seconda giornata sul sito di digital-sat

davide turi | May 5, 2010 | statistiche, dtt
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dgtvi.jpg Si è conclusa la prima giornata della Quinta Conferenza Nazionale della TV digitale terrestre organizzata dall’associazione DGTVi al Teatro Dal Verme di Milano.

A due settimane dall’avvio del processo di switch-over della Lombardia e del Piemonte Orientale del 18 maggio, la Conferenza si è ancora una volta confermata l’appuntamento fondamentale per fare il punto della situazione sulla transizione al digitale terrestre in Italia.

Nel corso dei lavori è stato presentato il IV Rapporto sulla tv digitale terrestre in Italia e in Europa e poi la nuova offerta televisiva dei principali broadcaster italiani sulla piattaforma digitale da parte di Giancarlo Leone (Rai), Franco Ricci, Alessandro Salem (Mediaset), Marco Ghigliani (Telecom Italia Media), Bruno Bogarelli (Sportitalia), Maurizio Giunco e Marco Rossignoli (per le tv locali e i network regionali). Luca Balestrieri ha poi fatto il punto sulla piattaforma satellitare gratuita Tivù Sat e alle nuove campagne di comunicazione nazionale e regionali.

Le principali novità emerse:

  • Mediaset lancerà il 12 maggio il nuovo canale free sul digitale terrestre LA5, il nuovo Premium Cinema HD il 18 maggio
  • Mediaset metterà sul mercato a luglio il nuovo decoder Premium on demand HD, ed entro fine anno un super decoder che integrerà banda larga e digitale terrestre
  • Telecom Italia Media darà il via dal 17 maggio a MTV+, un nuovo canale
  • Telecom Italia Media consentirà entro maggio agli utenti della tv digitale terrestre in possesso di decoder con bollino oro di accedere direttamente dal TV all’offerta onDemand del portale La7.tv
  • Class News a fine maggio raddoppia, con un nuovo canale meteo caratterizzato dai contenuti di The Wheater Channel
  • Sportitalia partirà il 4 giugno con un terzo buoco canale dedicato alle notizie sportive. Si chiamerà SportItalia Solo Sport
  • Rai realizzerà un restyling della sua offerta e dal 18 maggio partiranno 13 canali : accanto a Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 4, Rai News, Rai Storia, Rai Sport 1, arriverà Rai Movie (erede di Raisat Cinema), Rai Yoyo (già Raisat Yoyo, per i bimbi in età prescolare), Rai Gulp (per i ragazzi), Rai Sport 2, Rai Hd (al via con i Mondiali) e Rai 5 (il canale dedicato alle culture che sarà realizzato a Milano e, tra documentari, reportage e magazine dovrà di valorizzare anche l’Expo 2015).

Qualche dato dal report su cui ha relazionato Alberto Sigismondi: il consumo di tv digitale è cresciuto in tutta Europa - tocca l’82% delle famiglie - e la piattaforma terrestre è leader sui primi televisori, occupando una quota che è quasi il doppio del satellite. Parallelamente aumenta anche l’offerta e, nonostante la crisi economica, i ricavi pubblicitari fanno registrare nel 2009 un segno positivo in Francia (+59%), Spagna (+82.4%) e soprattutto in Italia (+123.2%), mentre arretrano nel Regno Unito. “Il nostro Paese è leader dal punto di vista dell’offerta gratuita e a pagamento, ma anche dell’evoluzione della piattaforma dal punto di vista tecnologico”, ha fatto notare Sigismondi. “Siamo in testa sul fronte pay e la soglia free dell’offerta necessaria per raggiungere investimenti pubblicitari consistenti è vicina“.
Siamo il primo paese per numero di canali gratuiti - 40, compresi quelli ricevibili nelle aree all digital, 5 volte il numero di quelli analogici - e nell’ultimo anno si e’ notevolmente arricchita l’offerta mini-generalista e di intrattenimento (11 canali disponibili). I canali gratuiti su Dtt sono invece 38 nel Regno Unito, 19 in Spagna e 18 in Francia.

Per una cronaca dettagliata della giornata vedi la diretta scritta di digital-sat

davide turi | May 4, 2010 | statistiche, dtt
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istat2009.jpg Aumenta la disponibilità di beni tecnologici nelle famiglie italiane, crescono le linee ADSL, i PC e gli accessi alla Rete, sebbene siano ancora evidenti i divari generazionali e geografici fra la popolazione, e l’Italia sia al ventunesimo posto fra le nazioni d’Europa per la diffusione dell’ICT.

E’ quanto emerge dal rapporto “Famiglie e società - Cittadini e nuove tecnologie” dell’ISTAT, che ogni anno analizza la disponibilità presso le famiglie delle nuove tecnologie, il loro utilizzo da parte degli individui e le attività svolte con Internet. L’indagine è stata effettuata nel febbraio 2009 su un campione di 19mila famiglie e 48mila individui.
Questi i risultati:

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davide turi | January 5, 2010 | statistiche
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La crisi finanziaria ha colpito anche il settore dei Media, con gli introiti in pubblicità che sono scesi dal -20% della stampa al -10% della tv analogica, ma ha risparmiato il settore delle “new tv”, che nel 2009 sono cresciute del 15% arrivando a superare i 3.800 milioni di euro di ricavi, aumentando dal 35 al 41% il loro peso sul mercato televisivo complessivo.

Il dato emerge dal convegno “New Tv&Media: la crisi accelera la trasformazione”, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. La ricerca si basa sull’analisi di piu’ di 550 canali relativi a tutte le principali piattaforme televisive digitali e su oltre 50 casi di studio realizzati mediante interviste dirette alle piu’ significative imprese che operano in diversi stadi di questa filiera. Lo scenario generale mostra una contrazione del mercato dei media di circa 1,5 miliardi, fra l’8 e il 10%, fino ad una quota totale di meno di 17 miliardi, mentre il mercato dei new media cresce per quasi 600 milioni di euro. Perdono la stampa (dal 40% al 35% del totale del mercato dei media), aumenta il web, anche se di poco (dal 4% al 5%), ma è la tv (e in particolare la tv digitale) a farla da padrona con un balzo dal 51% al 56% del totale.
Se i media analogici scendono del 16%, quelli digitali crescono del 13%, dimostrando un’inversione di tendenza che assume le caratteristiche di una rivoluzione inarrestabile. Anche il peso dei media digitali nel sistema dell’economia dei media italiani cresce, dal 24% del 2008 al 29% del 2009, e nel comparto tv il peso del fatturato delle tv digitali è ora al 41% del totale (contro il 35% del 2008) e se i fatturati delle tv analogiche calano del 10%, quelli delle tv digitali crescono del 15%. Dati che confermano l’impostazione della ricerca, alla quale l’osservatorio che l’ha compilata ha dato il titolo “la crisi accellera la trasformazione“.

Dal punto di vista del mercato televisivo, i fatturati delle tv tradizionali (chiamate infelicemente sofa-tv) cresce del 16% rispetto all’anno scorso, arrivando appunto a toccare quota 3.800 milioni di ricavi nel 2009. Stabile il comparto delle mobile tv, mentre crescono del 12% le Internet TV (IPTV e web tv). Il satellite gioca il ruolo da padrone con l’84% (ma ha perso rispetto al 88% dell’anno scorso), seguono il digitale terrestre (11%) e le mobile tv, l’IPTV e le web tv che tutte insieme non vanno oltre il 5%. Le crescite: vertiginosa per il DTT (76%), buona per il comparto “altro” (14%) e per il satellite (10%).

Leggi il comunicato stampa

davide turi | December 16, 2009 | statistiche
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Sarà il 2012 l’anno del sorpasso, con i ricavi derivanti dalle pay tv che supereranno, seppur di poco, quelli delle inserzioni pubblicitarie sulle tv free to air segnando il giro di boa della mutazione del sistema televisivo digitale.
E’ la sintesi di quanto emerge da uno studio di e-media institute presentato nel corso del convegno “TV revolution 2009″: con circa 3,8 miliardi di euro, il pagamento diretto di servizi da parte dei telespettatori contribuirà al 41% (3,772 miliardi di euro) dei ricavi totali del sistema (9,2 miliardi di euro). Il canone, considerando l’assenza di manovre per il recupero di evasione e morosità, si attesterà al 19% circa, gli spot si fermeranno al 40% (3,68 miliardi di euro).
Nel 2008 i ricavi legati alla pubblicità sono stati pari al 46% del totale (7,9 miliardi di euro), quelli da servizi di pay tv al 33%, quelli dal canone Rai al 20%.

Una mutazione di sistema dunque, che non viene da sola e che parte da lontano.
Nel 1992, le famiglie italiane spendevano per la tv poco meno di 2 miliardi di euro. Una cifra che comprendeva canone radio-tv (55%), pay tv (2%), home video (25%) e cinema (18%). Nel 2008, tale spesa è triplicata e vale 6,2 miliardi di euro e il valore potrebbe crescere fino a quasi 8 miliardi nel 2012, con una ripartizione in cui la pay tv genererà il 58% del totale della spesa, e il resto sarebbe ripartito tra canone radio-tv (23%), home video (8%), cinema (8%) e Internet (3%).

Inoltre tra il 1992 e il 2008, la spesa complessiva delle famiglie italiane per il consumo di prodotti e servizi media, una voce che include quotidiani e periodici, libri, canone radio-tv, cinema e home video, musica preregistrata e videogames, è quasi raddoppiata, da 10 miliardi di euro a quasi 19 miliardi di euro.
Cosa succederà nel 2012? L ‘esborso delle famiglie salire ancora per attestarsi a circa 21 miliardi di euro.

Leggi la news di key4biz, e scarica la presentazione di e-media institute con le 5 tendenze chiave del mercato tv del futuro: Aumento della competizione sul mercato della TV gratuita, nuovi pubblici per la Pay-TV, sviluppo di nuove prestazioni (PVR, HD e nuovi servizi “aggiuntivi”), nuove offerte non –lineari all’incrocio fra broadcast e broadband e assenza di controllo editoriale per le offerte audiovisive via broadband.

davide turi | October 21, 2009 | satellite, Internet, statistiche, PVR
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SKY ha superato Mediaset ed è diventata nel 2008 il secondo operatore tv per ricavi in Italia. La tv di Stato lo scorso anno ha registrato “ricavi per 2.723 milioni di euro, SKY Italia 2.640 milioni e RTI 2.531 milioni di euro“.

E’ quanto ha illustrato questa mattina il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nella Comunicazione Corrado Calabrò nel corso della relazione annuale, delineando il panorama di un mercato multipiattaforma diviso principalmente fra tre grandi operatori. Fra i quali uno è un new comer parte di un gruppo internazionale, caratterizzato da un atteggiamento molto aggressivo sul mercato che sembra dare i primi frutti.

Nel 2008, in Italia i ricavi complessivi del settore televisivo hanno raggiunto gli 8,4 miliardi di euro con un +4,1% rispetto al 2007. Il sistema televisivo del nostro Paese e’ articolato in tre soggetti “con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore televisivo. All’interno di essa - spiega Calabro’ - RTI e’ leader della pubblicita’ e nuovo concorrente nelle offerte a pagamento; Sky e’ di gran lunga leader nella pay tv e nuovo concorrente nella pubblicita’; Rai mantiene le classiche posizioni attraverso una quota di rilievo nella pubblicita’ e prelevando le risorse residue dal canone di abbonamento“.

Sky Italia ha quindi consolidato la sua posizione, divenendo il secondo gruppo televisivo per ricavi (ma non per utili, come ricorda il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri). Il gruppo Mediaset (che scende al terzo posto, con un calo della pubblicita’ dello 0,3%) vede tuttavia il rafforzamento della propria offerta a pagamento sulla piattaforma digitale terrestre (passando da 125 a 199 milioni di euro).

In relazione al processo di transizione del sistema televisivo analogico verso la tecnologia digitale, Calabrò ha espresso apprezzamento per lo svolgimento delle prime operazioni di spegnimento (”Il passaggio al digitale sta sostanzialmente funzionando“)  tanto da auspicarne un’accellerazione: “il processo potrebbe essere accelerato, anticipando la data finale del novembre 2012: si abbrevierebbe così il divide tra il resto d’Italia e la Sicilia e la Calabria (destinate a passare al digitale per ultime); si ridurrebbero inoltre i costi di transizione“. Concludendo con una preoccupazione nei confronti dei cittadini coinvolti che devono accettare lo switch-off, non subirlo, e che “devono essere pienamente informati del processo in atto, perché l’avanzamento del processo degli switch off regionali produce un inevitabile impatto sui cittadini che dovranno dotarsi di decoder e risintonizzare le apparecchiature”.

Leggi la presentazione del Presidente e la Relazione completa

davide turi | July 7, 2009 | statistiche, dtt
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Sarebbero ormai più di 13 milioni i ricevitori per la tv digitale terrestre venduti dal 2004 ad oggi in Italia.
Secondo i dati diffusi dalla newletter Digita del DGTVi, la percentuale dei ricevitori integrati nei televisori (che nei nuovi modelli devono essere obbligatoriamente abilitati al DTT da inizio aprile) è salita al 43.2% mentre i decoder esterni sarebbero il 56,8%.

Le famiglie interessate dalle prossime operazioni di switch-over saranno circa 3 milioni e 400 mila. Secondo gli ultimi dati, a febbraio 2009 il numero delle famiglie in possesso di almeno un ricevitore per il digitale terrestre nell’abitazione principale è pari a 8 milioni 111 mila, ovvero 2,7 milioni in più rispetto a un anno fa.

Sempre a febbraio il numero totale dei ricevitori digitali terrestri nelle abitazioni principali si attesta a 9 milioni 840 mila (+3,9 milioni rispetto allo stesso periodo del 2008); la differenza rispetto ai 13 milioni sarebbe da imputare, oltre che a scarti di misurazione, a decoder acquistati e poi dismessi, o sostituiti in un secondo tempo con un nuovo decoder o con un tv con ricevitore integrato.
Secondo le rilevazioni di Gfk, a febbraio 2009 sono stati venduti 529 mila ricevitori per il digitale terrestre: di questi, 384 mila (il 72,6%) sono integrati in altri apparecchi, gli altri 145 mila (il 27,4%) sono esterni.
Anche i dati sul consumo del digitale terrestre sono in crescita: nel mese di marzo lo share totale riferibile all’utilizzo della piattaforma digitale terrestre in Italia è arrivato a occupare il 10,8% del totale.

Estremamente incoraggianti i dati dalle regioni già coinvolte in uno switch-over: in Trentino Alto Adige infatti, il digitale terrestre ha superato il 25% di share per attestarsi al 26,3% a marzo. Nel Piemonte occidentale e nel Lazio (in cui RaiDue e Rete4 passeranno al digitale il 20 maggio per Piemonte occidentale e il 16 giugno per il Lazio, esclusa la provincia di Viterbo) l’uso della piattaforma è ancora in linea con la media nazionale, rispettivamente a quota 11% e 11,2%.

Scarica la newsletter Digita integrale

davide turi | May 9, 2009 | statistiche, dtt
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Il commissario Ue per la Società dell’Informazione e Media Viviane Reding ha espresso in una nota viva soddisfazione sia per i successi degli stati membri nel passaggio dalla tv analogica a quella digitale che per l’efficenza dell’approccio coordinato sulla liberazione dello spettro radio che è stato adottato.

Lo switch off della televisione analogica a favore di quella digitale terrestre analogica è infatti già stato completato in 5 Stati membri: Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi, mentre entro il 2010 il processo dovrebbe essere in fase avanzata in tutta la Ue. Il termine per la Ue del 2012 dovrebbe essere rispettato da quasi tutti gli Stati membri.

Un numero sempre crescente di cittadini europei beneficia della TV digitale. Diversi Stati membri dell’Ue sono chiaramente leader mondiali nel passaggio dalla TV terrestre analogica a quella digitale”, ha dichiarato la Reding. Che ha aggiunto: “L’Europa nel suo complesso sta operando questo passaggio secondo i piani ed è in fase avanzata, soprattutto rispetto ad altri paesi. Sono certa che nei prossimi due anni altri paesi dell’UE si uniranno al primo gruppo dei paesi passati all’era digitale. Ciò significa che una quota importante di spettro sarà disponibile per nuovi servizi televisivi e senza fili - se l’Europa adotta rapidamente le decisioni giuste. Decisioni coordinate sull’uso del cosiddetto dividendo digitale sono fondamentali per una rapida ripresa economica dell’Europa”.

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davide turi | February 18, 2009 | statistiche, dtt
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Un mercato in crescita, quello delle tv digitali, dove nel prossimo futuro il ruolo dei ricavi da pay tv sarà sempre più determinante: è quanto emerge dalla ricerca Le TV digitali fra crescita, sperimentazione e cambiamento recentemente presentata a Milano dalla School of Management del Politecnico.
Sommando i ricavi derivanti sia dalla pubblicità che dalle offerte pay relativi a tutte le piattaforme (Sat Tv, DTT, IpTv, Web, Dvb-h, Rete cellulare), il valore complessivo atteso per il 2008 del mercato delle televisioni digitali è di poco inferiore ai 3.400 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto al 2007.

Il mercato delle tv digitali vale oggi da solo il 38% del business televisivo italiano nel suo complesso; la grande maggioranza resta appannaggio della piattaforma satellitare SKY, che pesa per l’87%. Fatta eccezione per il DTT, che ha un’incidenza del 9%, le altre piattaforme svolgono ancora un ruolo marginale: pari all’1% circa per l’IpTv e la Web e ad oltre il 2% per le piattaforme Mobile (Dvb-h e Rete cellulare).
L’86% dei ricavi del mercato delle tv digitali deriva dalle offerte pay mentre solo il restante 14% è da riferirsi alla pubblicità.
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davide turi | November 22, 2008 | hd, Internet, statistiche, dtt
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Secondo il rapporto pubblicato dall’Istituto ItMedia Consulting intitolato “Il mercato televisivo in Italia 2008-2010“, nel 2010 i ricavi di SKY Italia dovrebbero superare la soglia dei 3,1 miliardi di euro e raggiungere la quota del 32% del mercato italiano, contro il 31% segnato da Mediaset.

Le stime del report si basano su tre assunti principali: il mercato della tv il digitale, grazie alla progressiva adozione del terrestre, sarà la prima fonte di accesso per oltre l’80% delle abitazioni televisive nazionali; la spesa delle famiglie (calcolata sommando il canone + con i pagamenti di servizi pay) supererà per la prima volta quella delle imprese; SKY Italia, grazie alla maggiore dinamicità del segmento della pay-tv, diventerà il primo attore del mercato, sorpassando Rai e Mediaset e mettendo definitivamente la parola fine al duopolio che storicamente ha caratterizzato il sistema televisivo italiano.

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davide turi | September 29, 2008 | satellite, statistiche, dtt
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