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Manuale pratico DTT
TV digitale terrestre
e nuove televisioni digitali |
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A partire dal 3 aprile 2010 la Spagna vede la tv esclusivamente attraverso il digitale terrestre ed ha acquisito il primato di prima nazione all digital tra i grandi Paesi europei a prevalente ricezione televisiva via rete terrestre. Nel complesso, il passaggio alla TV digitale ha coinvolto circa 44,7 milioni di individui in circa 8.100 comuni, per oltre 32 milioni di apparecchi televisivi sostituiti o adattati al digitale. La parte finale dello spegnimento delle trasmissioni televisive analogiche si è svolta da 10 marzo al 2 aprile. In quella che era la terza e ultima fase del Plan Nacional de Transición sono stati coinvolti un totale di 31 milioni di individui (il 70% circa della popolazione spagnola) in oltre 4.100 comuni, incluse le principali città, tra cui Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia. Sulla base di questi dati incoraggianti, la fase finale del processo si è conclusa positivamente con un livello di criticità nel complesso limitato. Le campagne di informazione e di comunicazione e le azioni di assistenza, in particolare il call center del Ministero de Industria, Comercio y Turismo hanno dato il loro contributo. Il call center ha ricevuto dal giugno 2009 allo switch-off un totale di circa 300 mila chiamate, di cui circa 72 mila nella sola settimana precedente lo switch-off definitivo (26 marzo - 3 aprile). Sul versante degli ascolti, nel primo mese all digital (aprile), l’audience share della piattaforma DTT è salita al 78,1%, con un incremento di quasi 10 punti percentuali rispetto a marzo, + 25 punti dall’inizio dell’anno. La crescita è stata particolarmente sostenuta, considerando che solo un anno fa, a marzo 2009, il digitale terrestre generava una quota di ascolto del 27,3%, poco più della metà della TV analogica terrestre (51,8%), ormai definitivamente spenta. Vedi l’articolo completo su Key4Biz
Al termine delle due giornate emerge la complessità del contesto nel quale la televisione digitale terrestre si trova ad operare, costituito da un’intricata interdipendenza fra normativa italiana ed europea, da un’accesa concorrenza fra operatori nazionali terrestri e satellitari, e dalla necessità di individuare un nuovo spazio identitario ed economico per le tv locali. Non è un quadro semplice. Nel corso della mattinata si sono succeduti sul palco Stefano Mannoni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il Presidente del DGTVi Andrea Ambrogetti, i top manager dei broadcaster Paolo Garimberti (RAI), Fedele Confalonieri (Mediaset), Maurizio Giunco (FRT), Marco Rossignoli (AER Anti Corallo) e Tarak Ben Ammar. Ha concluso la giornata il Viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani. Le principali novità della seconda giornata sono state:
Qualche dato contenuto nella relazione di Ambrogetti: da gennaio 2009 a oggi sono stati venduti oltre 18 milioni di ricevitori digitali terrestri: in poco più di un anno la diffusione in Italia di decoder e tv integrati è aumentata più del 200%. In un solo anno si sono diffusi più ricevitori che in tutti e cinque gli anni precedenti sommati insieme. Frutto della politica di switch-off a macchia di leopardo. “Un anno fa - ha dichiarato Ambrogetti - erano 8 milioni le famiglie con digitale terrestre, ora sono oltre 16 milioni: un aumento del 100%. All’inizio dell’anno scorso le famiglie interamente digitalizzate erano un milione 700 mila e cioè la popolazione residente in Sardegna”. Puoi leggere una completa e dettagliata cronaca della seconda giornata sul sito di digital-sat
A due settimane dall’avvio del processo di switch-over della Lombardia e del Piemonte Orientale del 18 maggio, la Conferenza si è ancora una volta confermata l’appuntamento fondamentale per fare il punto della situazione sulla transizione al digitale terrestre in Italia. Nel corso dei lavori è stato presentato il IV Rapporto sulla tv digitale terrestre in Italia e in Europa e poi la nuova offerta televisiva dei principali broadcaster italiani sulla piattaforma digitale da parte di Giancarlo Leone (Rai), Franco Ricci, Alessandro Salem (Mediaset), Marco Ghigliani (Telecom Italia Media), Bruno Bogarelli (Sportitalia), Maurizio Giunco e Marco Rossignoli (per le tv locali e i network regionali). Luca Balestrieri ha poi fatto il punto sulla piattaforma satellitare gratuita Tivù Sat e alle nuove campagne di comunicazione nazionale e regionali. Le principali novità emerse:
Qualche dato dal report su cui ha relazionato Alberto Sigismondi: il consumo di tv digitale è cresciuto in tutta Europa - tocca l’82% delle famiglie - e la piattaforma terrestre è leader sui primi televisori, occupando una quota che è quasi il doppio del satellite. Parallelamente aumenta anche l’offerta e, nonostante la crisi economica, i ricavi pubblicitari fanno registrare nel 2009 un segno positivo in Francia (+59%), Spagna (+82.4%) e soprattutto in Italia (+123.2%), mentre arretrano nel Regno Unito. “Il nostro Paese è leader dal punto di vista dell’offerta gratuita e a pagamento, ma anche dell’evoluzione della piattaforma dal punto di vista tecnologico”, ha fatto notare Sigismondi. “Siamo in testa sul fronte pay e la soglia free dell’offerta necessaria per raggiungere investimenti pubblicitari consistenti è vicina“. Per una cronaca dettagliata della giornata vedi la diretta scritta di digital-sat E’ quanto emerge dal rapporto “Famiglie e società - Cittadini e nuove tecnologie” dell’ISTAT, che ogni anno analizza la disponibilità presso le famiglie delle nuove tecnologie, il loro utilizzo da parte degli individui e le attività svolte con Internet. L’indagine è stata effettuata nel febbraio 2009 su un campione di 19mila famiglie e 48mila individui. La crisi finanziaria ha colpito anche il settore dei Media, con gli introiti in pubblicità che sono scesi dal -20% della stampa al -10% della tv analogica, ma ha risparmiato il settore delle “new tv”, che nel 2009 sono cresciute del 15% arrivando a superare i 3.800 milioni di euro di ricavi, aumentando dal 35 al 41% il loro peso sul mercato televisivo complessivo. Il dato emerge dal convegno “New Tv&Media: la crisi accelera la trasformazione”, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. La ricerca si basa sull’analisi di piu’ di 550 canali relativi a tutte le principali piattaforme televisive digitali e su oltre 50 casi di studio realizzati mediante interviste dirette alle piu’ significative imprese che operano in diversi stadi di questa filiera. Lo scenario generale mostra una contrazione del mercato dei media di circa 1,5 miliardi, fra l’8 e il 10%, fino ad una quota totale di meno di 17 miliardi, mentre il mercato dei new media cresce per quasi 600 milioni di euro. Perdono la stampa (dal 40% al 35% del totale del mercato dei media), aumenta il web, anche se di poco (dal 4% al 5%), ma è la tv (e in particolare la tv digitale) a farla da padrona con un balzo dal 51% al 56% del totale. Dal punto di vista del mercato televisivo, i fatturati delle tv tradizionali (chiamate infelicemente sofa-tv) cresce del 16% rispetto all’anno scorso, arrivando appunto a toccare quota 3.800 milioni di ricavi nel 2009. Stabile il comparto delle mobile tv, mentre crescono del 12% le Internet TV (IPTV e web tv). Il satellite gioca il ruolo da padrone con l’84% (ma ha perso rispetto al 88% dell’anno scorso), seguono il digitale terrestre (11%) e le mobile tv, l’IPTV e le web tv che tutte insieme non vanno oltre il 5%. Le crescite: vertiginosa per il DTT (76%), buona per il comparto “altro” (14%) e per il satellite (10%). Leggi il comunicato stampa Sarà il 2012 l’anno del sorpasso, con i ricavi derivanti dalle pay tv che supereranno, seppur di poco, quelli delle inserzioni pubblicitarie sulle tv free to air segnando il giro di boa della mutazione del sistema televisivo digitale. Una mutazione di sistema dunque, che non viene da sola e che parte da lontano. Inoltre tra il 1992 e il 2008, la spesa complessiva delle famiglie italiane per il consumo di prodotti e servizi media, una voce che include quotidiani e periodici, libri, canone radio-tv, cinema e home video, musica preregistrata e videogames, è quasi raddoppiata, da 10 miliardi di euro a quasi 19 miliardi di euro. Leggi la news di key4biz, e scarica la presentazione di e-media institute con le 5 tendenze chiave del mercato tv del futuro: Aumento della competizione sul mercato della TV gratuita, nuovi pubblici per la Pay-TV, sviluppo di nuove prestazioni (PVR, HD e nuovi servizi “aggiuntivi”), nuove offerte non –lineari all’incrocio fra broadcast e broadband e assenza di controllo editoriale per le offerte audiovisive via broadband. SKY ha superato Mediaset ed è diventata nel 2008 il secondo operatore tv per ricavi in Italia. La tv di Stato lo scorso anno ha registrato “ricavi per 2.723 milioni di euro, SKY Italia 2.640 milioni e RTI 2.531 milioni di euro“. E’ quanto ha illustrato questa mattina il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nella Comunicazione Corrado Calabrò nel corso della relazione annuale, delineando il panorama di un mercato multipiattaforma diviso principalmente fra tre grandi operatori. Fra i quali uno è un new comer parte di un gruppo internazionale, caratterizzato da un atteggiamento molto aggressivo sul mercato che sembra dare i primi frutti. Nel 2008, in Italia i ricavi complessivi del settore televisivo hanno raggiunto gli 8,4 miliardi di euro con un +4,1% rispetto al 2007. Il sistema televisivo del nostro Paese e’ articolato in tre soggetti “con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore televisivo. All’interno di essa - spiega Calabro’ - RTI e’ leader della pubblicita’ e nuovo concorrente nelle offerte a pagamento; Sky e’ di gran lunga leader nella pay tv e nuovo concorrente nella pubblicita’; Rai mantiene le classiche posizioni attraverso una quota di rilievo nella pubblicita’ e prelevando le risorse residue dal canone di abbonamento“. Sky Italia ha quindi consolidato la sua posizione, divenendo il secondo gruppo televisivo per ricavi (ma non per utili, come ricorda il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri). Il gruppo Mediaset (che scende al terzo posto, con un calo della pubblicita’ dello 0,3%) vede tuttavia il rafforzamento della propria offerta a pagamento sulla piattaforma digitale terrestre (passando da 125 a 199 milioni di euro). In relazione al processo di transizione del sistema televisivo analogico verso la tecnologia digitale, Calabrò ha espresso apprezzamento per lo svolgimento delle prime operazioni di spegnimento (”Il passaggio al digitale sta sostanzialmente funzionando“) tanto da auspicarne un’accellerazione: “il processo potrebbe essere accelerato, anticipando la data finale del novembre 2012: si abbrevierebbe così il divide tra il resto d’Italia e la Sicilia e la Calabria (destinate a passare al digitale per ultime); si ridurrebbero inoltre i costi di transizione“. Concludendo con una preoccupazione nei confronti dei cittadini coinvolti che devono accettare lo switch-off, non subirlo, e che “devono essere pienamente informati del processo in atto, perché l’avanzamento del processo degli switch off regionali produce un inevitabile impatto sui cittadini che dovranno dotarsi di decoder e risintonizzare le apparecchiature”. Leggi la presentazione del Presidente e la Relazione completa Sarebbero ormai più di 13 milioni i ricevitori per la tv digitale terrestre venduti dal 2004 ad oggi in Italia. Le famiglie interessate dalle prossime operazioni di switch-over saranno circa 3 milioni e 400 mila. Secondo gli ultimi dati, a febbraio 2009 il numero delle famiglie in possesso di almeno un ricevitore per il digitale terrestre nell’abitazione principale è pari a 8 milioni 111 mila, ovvero 2,7 milioni in più rispetto a un anno fa. Sempre a febbraio il numero totale dei ricevitori digitali terrestri nelle abitazioni principali si attesta a 9 milioni 840 mila (+3,9 milioni rispetto allo stesso periodo del 2008); la differenza rispetto ai 13 milioni sarebbe da imputare, oltre che a scarti di misurazione, a decoder acquistati e poi dismessi, o sostituiti in un secondo tempo con un nuovo decoder o con un tv con ricevitore integrato. Estremamente incoraggianti i dati dalle regioni già coinvolte in uno switch-over: in Trentino Alto Adige infatti, il digitale terrestre ha superato il 25% di share per attestarsi al 26,3% a marzo. Nel Piemonte occidentale e nel Lazio (in cui RaiDue e Rete4 passeranno al digitale il 20 maggio per Piemonte occidentale e il 16 giugno per il Lazio, esclusa la provincia di Viterbo) l’uso della piattaforma è ancora in linea con la media nazionale, rispettivamente a quota 11% e 11,2%. Scarica la newsletter Digita integrale Il commissario Ue per la Società dell’Informazione e Media Viviane Reding ha espresso in una nota viva soddisfazione sia per i successi degli stati membri nel passaggio dalla tv analogica a quella digitale che per l’efficenza dell’approccio coordinato sulla liberazione dello spettro radio che è stato adottato. Lo switch off della televisione analogica a favore di quella digitale terrestre analogica è infatti già stato completato in 5 Stati membri: Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi, mentre entro il 2010 il processo dovrebbe essere in fase avanzata in tutta la Ue. Il termine per la Ue del 2012 dovrebbe essere rispettato da quasi tutti gli Stati membri. “Un numero sempre crescente di cittadini europei beneficia della TV digitale. Diversi Stati membri dell’Ue sono chiaramente leader mondiali nel passaggio dalla TV terrestre analogica a quella digitale”, ha dichiarato la Reding. Che ha aggiunto: “L’Europa nel suo complesso sta operando questo passaggio secondo i piani ed è in fase avanzata, soprattutto rispetto ad altri paesi. Sono certa che nei prossimi due anni altri paesi dell’UE si uniranno al primo gruppo dei paesi passati all’era digitale. Ciò significa che una quota importante di spettro sarà disponibile per nuovi servizi televisivi e senza fili - se l’Europa adotta rapidamente le decisioni giuste. Decisioni coordinate sull’uso del cosiddetto dividendo digitale sono fondamentali per una rapida ripresa economica dell’Europa”. Un mercato in crescita, quello delle tv digitali, dove nel prossimo futuro il ruolo dei ricavi da pay tv sarà sempre più determinante: è quanto emerge dalla ricerca Le TV digitali fra crescita, sperimentazione e cambiamento recentemente presentata a Milano dalla School of Management del Politecnico. Il mercato delle tv digitali vale oggi da solo il 38% del business televisivo italiano nel suo complesso; la grande maggioranza resta appannaggio della piattaforma satellitare SKY, che pesa per l’87%. Fatta eccezione per il DTT, che ha un’incidenza del 9%, le altre piattaforme svolgono ancora un ruolo marginale: pari all’1% circa per l’IpTv e la Web e ad oltre il 2% per le piattaforme Mobile (Dvb-h e Rete cellulare). Secondo il rapporto pubblicato dall’Istituto ItMedia Consulting intitolato “Il mercato televisivo in Italia 2008-2010“, nel 2010 i ricavi di SKY Italia dovrebbero superare la soglia dei 3,1 miliardi di euro e raggiungere la quota del 32% del mercato italiano, contro il 31% segnato da Mediaset. Le stime del report si basano su tre assunti principali: il mercato della tv il digitale, grazie alla progressiva adozione del terrestre, sarà la prima fonte di accesso per oltre l’80% delle abitazioni televisive nazionali; la spesa delle famiglie (calcolata sommando il canone + con i pagamenti di servizi pay) supererà per la prima volta quella delle imprese; SKY Italia, grazie alla maggiore dinamicità del segmento della pay-tv, diventerà il primo attore del mercato, sorpassando Rai e Mediaset e mettendo definitivamente la parola fine al duopolio che storicamente ha caratterizzato il sistema televisivo italiano. avanti » |
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