
-
Davide Turi, Roberto Borroni
La tv digitale terrestre
manuale per il professionista della televisione
Franco Angeli Editore
224 pagine
seconda edizione 2009 aggiornata ed ampliata
Compralo subito on line
La televisione digitale terrestre e' il manuale pratico per lavorare con competenza nel sistema televisivo dello switch-off.
E' sintetico, diretto e strutturato in oltre cento domande autoconclusive, collegate fra loro da continui rimandi e raccolte in pagine da leggere come un libro o da consultare come un'enciclopedia.
-
La prima edizione di questo manuale offriva una guida tecnologica e operativa alla nuova tecnologia, che usciva dalla sua fase di incubazione (tecnica, legislativa, industriale) per muovere i primi passi. Oggi, che siamo nella fase dell’attuazione, della costruzione della nuova offerta e del nuovo pubblico, questo manuale resta uno strumento fondamentale per navigare un processo in atto e in rapido svolgimento.
Andrea Ambrogetti, Presidente del DGTVi
La seconda edizione aggiornata del libro “La TV digitale terrestre – Manuale per il professionista della televisione” è un ottimo strumento per apprendere tutti i temi che accompagnano il processo di adozione della TV digitale terrestre in Italia. Un volume per formare professionisti competenti, o per i normali telespettatori che sono interessati a capirne di più.
Antoniogenna.net blog
E' un libro fondamentale, che ho letto riletto e sottolineato e che uso quotidianamente sul lavoro.
Un esempio: Lunedì mattina, terza telefonata, 100 domanda\proposta a cui non so rispondere o non so valutare:
Vi va bene una banda di 2 mega? Il posizionamento su LCN si basa anche sul GPS …faremo il possibile… dobbiamo stabilire il sistema di criptaggio della CAM…..ma tu sai come si selezionano i canali sul DTT? Abbiamo problemi di sincronizzazione delle frequenze…
Che fare? Attaccarsi a internet spulciando fra mille pagine visualizzate digitando CAM? Oppure aprire il manuale pratico alla domanda 61 - Cos’è un conditional access Mobile (CAM)?
Anonimo professional
"Io ho studiato anche da questo libro... si capiscono meglio le cose... e comunque è fatto in modo semplice... 100 domande sul dtt e 100 risposte!
Io mi sono trovato benissimo e ho preso un bel 28! :D"
Un utente di forum studenti scienze della comunicazione
Un "ottimo strumento di settore".
Libero del 02 gennaio 2008.
"Gli approfondimenti coinvolgono tutto il dominio dei segnali digitali, e mi si sono chiariti diversi aspetti che, nonostante non mi perda nessuna rivista di settore, mi erano ancora parzialmente oscuri.[...]
In conclusione, veramente bello, non dovrebbe mancare nella libreria di ciascun partecipante a questo forum".
Un utente di digital-forum
"Un pezzo importante di letteratura del settore del quale si sentiva veramente bisogno. Quando l’ho chiuso il pensiero è stato: ci fosse stato 4 anni fa! Io credo che tutti gli operatori del settore dovrebbero regalarsi per 18 euro questo piccolo libro per il prossimo Natale, forse prenderemo tutti delle scelte un po più consapevoli". tommaso.tessarolo.it
"Quella dello switch-off della televisione analogica e' soprattutto una sfida culturale, una nuova dimensione del mezzo televisivo; un manuale che raccolga tutte le tematiche tecnologiche ed operative della tv digitale terrestre è uno strumento che il DGTVi considera utile per accompagnare il sistema televisivo italiano all'appuntamento dello switch-off".
Piero De Chiara, già Presidente DGTVi.
Recensione di Bibliotech di Key4biz.it
Recensione di Libertà di stampa, diritto all'informazione
Recensione di Monitor Radio-tv
Recensione di Key4Biz
-
|
 |
 |
Aumenta la disponibilità di beni tecnologici nelle famiglie italiane, crescono le linee ADSL, i PC e gli accessi alla Rete, sebbene siano ancora evidenti i divari generazionali e geografici fra la popolazione, e l’Italia sia al ventunesimo posto fra le nazioni d’Europa per la diffusione dell’ICT. |
E’ quanto emerge dal rapporto “Famiglie e società - Cittadini e nuove tecnologie” dell’ISTAT, che ogni anno analizza la disponibilità presso le famiglie delle nuove tecnologie, il loro utilizzo da parte degli individui e le attività svolte con Internet. L’indagine è stata effettuata nel febbraio 2009 su un campione di 19mila famiglie e 48mila individui.
Questi i risultati:
In Italia i beni e i servizi tecnologici più diffusi sono il televisore, presente nel 96,1% delle famiglie e il cellulare (90,7%). Seguono il lettore DVD (63,3%), il videoregistratore (55,7%), il personal computer (54,3%) e l’accesso ad Internet (47,3%). Infine l’antenna parabolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).
Rispetto al 2008 cresce la quota di famiglie che possiede il personal computer, passando dal 50,1% al 54,3%, così come la percentuale di quelle che ha accesso ad Internet (dal 42% al 47,3%). Migliora anche la qualità della connessione usata per accedere alla Rete da casa: diminuiscono le connessioni a banda stretta (dal 9,1% al 6,6%), e aumenta la quota di banda larga (dal 27,6% al 34,5%). Aumenta inoltre il possesso del lettore DVD (dal 59,7% al 63,3%) a discapito del videoregistratore (dal 58,1% al 55,7%).
Sono tuttavia ancora ampi i divari fra la popolazione, principalmente di tre tipi
- digital divide determinato dalla generazione: le famiglie costituite da sole persone di oltre 65 anni di fatto sono escluse dal possesso di beni tecnologici: appena il 7,7% di esse possiede il personal computer e soltanto il 5,9% ha l’accesso ad Internet. Inoltre è limitato il possesso delle nuove tecnologie collegate alla tv, come l’antenna parabolica (15,1%). L’unico bene diffuso (a parte il tv color) è il cellulare (64,7%), il cui possesso è comunque molto inferiore alla media nazionale (90,7%). Al contrario chi ha un minorenne in casa possiede il PC e accede alla Rete rispettivamente nel 79% e nel 68,1% dei casi, e ha il più alto tasso di connessione a banda larga (51,6%) e di telefono cellulare (99,8%), che ha raggiunto e superato i livelli di diffusione della televisione. La consolle per videogiochi sale in questi casi al 46,1%.
- digital divide determinato dalla zona di residenza: le famiglie del Sud Italia hanno un livello più basso di beni tecnologici rispetto a quelle del Centro e del Nord. Il personal computer, ad esempio, è diffuso in uguale misura nel Centro e nel Nord (oltre il 55%) e meno nel Sud (49,7%). Inoltre, nel Centro-Nord si riscontra la quota più alta di famiglie che possiede l’accesso ad Internet (oltre il 48%) e la connessione a banda larga (circa il 36%), mentre nel Sud e nelle Isole le quote scendono rispettivamente al 42,3% e al 29% circa.
Tuttavia tra il 2008 e il 2009 sembra diminuire leggermente il divario tecnologico tra Nord e Sud del Paese. Ad esempio, tra il Nord-Est e il Sud la distanza nel possesso del computer è di 7,9 punti percentuali (era di 9,3 punti nel 2008), di 8,1 punti quella relativa all’accesso ad Internet (10,6 punti nel 2008) e di 7,4 punti quella relativa al possesso della connessione a banda larga (era di 9,2 punti nel 2008).
- digital divide determinato dal reddito: la differenza più ovvia, ma forse anche la più ingiusta. Le famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore, libero professionista, quadro e impiegato sono le più tecnologiche. In particolare, l’86,2% delle famiglie con capofamiglia dirigente possiede il personal computer, il 78,6% l’accesso a Internet, il 61,8% la connessione a banda larga e l’antenna parabolica.
Il possesso del cellulare ha superato quello del televisore in quasi tutte le famiglie eccetto quelle in cui il capofamiglia risulta non occupato, affermandosi come l’unico bene per il quale non emergono differenze sociali. Le famiglie più svantaggiate sono quelle con capofamiglia operaio e quelle con capofamiglia non occupato. In questi casi rispetto a quelle con reddito più elevato c’è una differenza di 25 punti percentuali nel possesso di personal computer, di 29 punti nel possesso dell’accesso ad Internet e di 28 punti circa per la connessione a banda larga. Le differenze tra le due tipologie di famiglie sono molto più contenute se si considerano le tecnologie relativamente poco costose come il lettore DVD (10 punti) e la consolle per videogiochi (circa 2 punti), e si annullano solo nel caso del cellulare e del televisore.
Rispetto all’Europa siamo comunque indietro: considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiede un accesso ad Internet da casa, l’Italia è al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%. Vicini all’Italia troviamo paesi come Cipro (53%) e Repubblica Ceca (54%), mentre Olanda, Svezia, Lussemburgo e Danimarca registrano un tasso di penetrazione che supera l’83%.
Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad Internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56%. Valori vicini a quello dell’Italia si riscontrano per la Slovacchia (42%), la Grecia (33%), la Bulgaria (26%) e la Romania (24%), mentre Olanda, Danimarca e Svezia registrano un tasso di penetrazione più che doppio. Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell’accesso ad Internet per tutti i paesi europei, ma in Italia è solo del 20%, mentre ad esempio in Paesi che hanno investito maggiormente sull’accesso ad Internet come la Romania e la Grecia si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%.
Leggi il report completo dell’ISTAT
|
 |
|