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Manuale pratico DTT
TV digitale terrestre
e nuove televisioni digitali |
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Con la relazione presentata in metà Luglio, il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nella Comunicazione ha scattato una completa istantanea del quadro numerico del sistema televisivo Italiano nel 2008. Ad oggi, la televisione il principale strumento di informazione utilizzato dai cittadini italiani, nonostante sia sottoposto a continue trasformazioni, come la comparsa di aggregatori di contenuti video offerti dagli utenti o siti di social networking che convivono accanto ai grandi players fornitori di contenuti tradizionali; oppure sia trasfigurato dal progressivo spacchettamento dell’audience dei canali generalisti all’emorragia di telespettatori, dall’inizio del decennio ad oggi, nei grandi mercati televisivi europei, dai canali generalisti va dai 20 punti percentuali del Regno Unito ai 7,5 punti dell’Italia). Il processo che appare inarrestabile è quello della progressiva digitalizzazione della fruizione televisiva in tutta Europa: nel 2007 si sono registrati 71 milioni di utenti dei servizi di televisione digitale (su satellite, cavo, IP-TV e digitale terrestre).
L’Italia è teatro delle stesse dinamiche che caratterizzano l’evoluzione del settore audiovisivo in ambito europeo e mondiale: nell’ultimo anno si sono registrati un ulteriore consolidamento del peso della televisione a pagamento rispetto all’ammontare complessivo delle risorse del settore, un rafforzamento delle nuove piattaforme digitali -satellitare e terrestre- a scapito della TV analogica e l’acquisto di crescenti quote di mercato pubblicitario da parte degli operatori di pay tv. Il numero totale di accessi alla tv digitale in Italia ha raggiunto nel marzo scorso i circa 11 milioni, con un incremento di oltre 1 milione rispetto all’anno precedente. Tale crescita è da addebitare prevalentemente all’affermazione della televisione digitale terrestre, mentre l’IPTV - pur registrando tassi di sviluppo in aumento rispetto all’anno precedente - supera di poco i 300.000 abbonati. In ogni caso, l’offerta di servizi televisivi a pagamento su protocollo IP continua ad ampliarsi: accanto ai servizi proposti da Fastweb e da Telecom Italia, si affiancano ormai quelli di Wind – che ha avviato un servizio che offre i canali nazionali del digitale terrestre, alcuni canali satellitari e contenuti in modalità video on demand – e di Tiscali. Se quindi dal punto di vista dell’audience permane il duopolio di emittenti, dal punto di vista economico complessivo (aggregando quindi introiti da canone, pubblicità e paytv) sono individuabili vede ormai tre soggetti in posizioni comparabili, per il ruolo sempre crescente assunto da Sky Italia: nel 2007 la RAI ha registrato ricavi per 2.739 milioni di euro, RTI per 2.411 milioni, SKY per 2.347 milioni. Nel 2007, le risorse complessive del settore hanno superato gli 8 miliardi di euro, con una crescita complessiva che ha sfiorato il 6%. In relazione alle diverse componenti di ricavo, la pubblicità, pur rimanendo di gran lunga la maggiore fonte di introiti, per la prima volta scende al di sotto della soglia del 50%. I ricavi derivanti dalla fornitura di contenuti ad altri operatori broadcasting e di telecomunicazioni su reti fisse e mobili, anche se con dimensioni ancora poco significative (circa il 3% del mercato), mostrano un consistente dinamismo. Con ritmi più contenuti, ma peso maggiore, continua ad aumentare il peso della componente televisiva a pagamento, ormai non lontana dal 30% dei ricavi complessivi. Nel corso del 2007, vi è stato un significativo incremento dei decoder digitali terrestri venduti (da soli o integrati all’intero dei televisori), con 2,4 milioni di unità vendute, contro poco più della metà del 2006. A partire dal mese di settembre 2007, la vendita mensile degli apparati integrati ha superato quella dei set top box. Non mancano anche numeri relativi alle connessioni a larga banda degli Italiani, per nulla gratificanti: nel nostro Paese il numero di utenti broadband ha raggiunto e superato i 10 milioni, con un tasso di crescita del 20% nell’ultimo anno. Il tasso di penetrazione della larga banda rimane però appena del 17,8%, mentre in Europa è mediamente del 23,3%; nei Paesi asiatici (Giappone, Corea, Singapore e Taiwan) supera il 30%. Leggi la presentazione della Relazione Annuale 2008
(*) policy dei commenti: il tema del digitale terrestre è per sua stessa natura legato a quello politico e normativo; ciononostante non pubblicheremo commenti che contengano illazioni, riferimenti non circostanziati o non supportati da fatti e fonti, o peggio insulti diretti a esponenti di partito (di qualsiasi schieramento essi siano).
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